09 Febbraio 2026

Venezia si prepara a vivere due giornate di pura meraviglia, tra storia, spettacolo e gioco

Martedì 10 e mercoledì 11 febbraio la città si accende con un ricco calendario di eventi, mostre e spettacoli, che culmineranno in un momento unico e mai visto prima: la sfilata in Piazza San Marco delle 12 Marie, che indosseranno gli iconici abiti delle vincitrici degli ultimi 12 anni.

Il cuore pulsante sarà il palco di Piazza San Marco che, martedì 10 febbraio alle ore 15.30, vedrà sfilare le 12 Marie del Carnevale di Venezia 2026 – “Olympus – Alle origini del gioco”. Le giovani daranno vita a un viaggio nel tempo attraverso i costumi simbolo delle edizioni passate, vere opere d’arte sartoriale che raccontano l’evoluzione creativa del Carnevale veneziano.

 

La tradizione dell’abito dedicato alla Maria dell’anno è nata nel 2013 da un’idea del direttore artistico Davide Rampello, che si rivolse a Francesco Briggi dell’Atelier Pietro Longhi per la realizzazione. Da quel momento, sono stati cuciti 12 meravigliosi vestiti interpretando il tema annuale del Carnevale. Dal damasco di seta azzurro e tabacco ispirato alla moda francese del Seicento indossato da Giulia Nasi nel 2013, all’abito della donna veneziana di fine Quattrocento, ispirato ai quadri di Gentile Bellini e di Vittore Carpaccio, che ha preso forma con Marianna Serena nel 2014, si è arrivati l’anno successivo ad omaggiare la relazione tra Venezia e l’Oriente con sete di color rosso lacca e maniche lunghissime a kimono per Irene Rizzi. Nel 2016 il “Carnevale dei Mestieri” rese protagonisti gli artigiani della città, che realizzarono l’abito settecentesco di taffetas di seta azzurra e perle ricamate sul bustino indossato da Claudia Marchiori. Per il Carnevale “Vanity (Af)Fair”, la Maria del 2017, Elisa Costantini, indossò un costume in un broccato di Rubelli, decorato da foglie in perle di vetro e ispirato al ritratto del Veronese “Dama col guanto”. Per la Maria del 2018, Erica Chia, venne realizzato un abito da corte francese, che ricordava i volumi e la magnificenza di Maria Antonietta. Nel 2019 Linda Pani vestì i panni di una dama di fine Quattrocento con richiami al panorama lunare. Mara Stefano, che, a causa del Covid, mantenne il titolo per l’edizione 2020 e 2021, portò tra le calli veneziane il vestito “Cacciatrice di Cuori”, realizzato in jeans. Nel 2022, per l’edizione “Remeber the Future”, Alice Bars indossò un abito della moda seicentesca realizzato in un materiale plastico riflettente a specchio. Invece, gli elementi naturali dell’edizione del 2023 si ritrovano, in un gioco di colori, nel costume ottocentesco indossato da Beatrice Rafael. In occasione del 750esimo anniversario della morte di Marco Polo, nel 2024, Silvia Zecchin ha esibito in città l’abito da imperatrice orientale in seta blu, con inserti in lampasso rosso lacca e maniche a kimono in cui venne rappresentato il Gran Khan. Per concludere, il vestito azzurro del 2025 è stato un omaggio a Giacomo Casanova, alla sua vita rocambolesca e a Venezia. In trepidazione per scoprire il costume dell’edizione 2026, che promette di stupire ancora una volta, si potranno ammirare i dodici vestiti costruiti negli ultimi tredici anni con la sfilata delle Marie selezionate sabato 31 gennaio e presentate al pubblico sabato 7 febbraio.

Piazza San Marco, martedì 10 febbraio, si animerà anche con il football show e freestyle di Mecho Sosa (ore 15 e 16.30) e con la travolgente musica di DJ Lorenzo Rigoni (ore 16 e 17), per un pomeriggio all’insegna dell’energia e del ritmo, mentre mercoledì 11 febbraio verrà dato ampio spazio all’ironia con il doppio appuntamento di Luca Regina (ore 15.30 e 17), che vestirà i panni di un sorprendente Pierre de Coubertin, tra prove sportive, giochi di prestigio e divertimento per tutte le età. Lo spettacolo sarà intervallato dal Carneval social-photobooth (ore 16.30).

In occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il Museo M9 propone la mostra “Oltre i limiti. SportItalia. Ritratto corale di un Paese che cambia” (da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio), la Fabbrica del Vedere – Archivio Carlo Montanaro espone “Atleti, lavoratori, operai, marinai, nella Venezia dell’800, aspettando le OLIMPIADI…” (10 e 12 febbraio, 14 e 15 febbraio), all’Auditorium M9 Alessandro Toso Fei condurrà il pubblico in un racconto unico “ἀγών – agón | Storia dello sport a Venezia” (mercoledì 11 febbraio).

Tra cinema e tradizione, “MovieLab – L’invenzione della neve” animerà La Casa di The Human Safety Net (mercoledì 11 febbraio), mentre il laboratorio Tragicomica ospiterà la conferenza “Tutto quello che avreste voluto sapere sulla maschera ma non avete mai osato chiedere”, tenuta dal maestro mascherer Gualtiero Dall’Osto e dallo storico delle tradizioni veneziane Danilo Reato (martedì 10 e lunedì 16 febbraio, ore 18.30).

Il programma cittadino si arricchisce di numerose iniziative: le piste di pattinaggio aperte in Campo San Polo, Piazza Ferretto e Piazza Mercato, le visite guidate alla Scuola Grande di San Rocco, i laboratori di decorazione delle maschere veneziane nelle botteghe cittadine.

Gran finale con la musica e il teatro: Simon Boccanegra e La Traviata al Teatro La Fenice (rispettivamente martedì 10 e mercoledì 11 febbraio), Sette Canzoni per Casanova e lo scorno del diavolo al Teatro a l’Avogaria (mercoledì 11 febbraio).

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